Pendolo Karnak argentato con camera testimone
Pendolo egizio di Karnak argentato con camera testimone e sacchetto.
Pendolo egizio di Karnak argentato con camera testimone + sacchetto
Peso circa 35 g – altezza pendolo circa 6,5 cm – catenella con perline circa 18 cm
La fonte afferma che nell’antico Egitto i pendoli erano ampiamente utilizzati da re e sacerdotesse per la divinazione e soprattutto per la guarigione. Presenta il pendolo egizio, detto anche di Karnak, come derivato da un originale di oltre 3.500 anni che sarebbe stato ritrovato in un sarcofago nella Valle dei Re e afferma che il faraone Tutankhamon ne avesse uno sul petto insieme ad altri amuleti protettivi.
La fonte descrive il pendolo di Karnak come potente e molto sensibile alle energie, con una forma che lo renderebbe sia emettitore sia trasmettitore. Lo presenta per lavori con minerali, piante, oggetti e luoghi e gli attribuisce effetti quali elevare la vibrazione degli esseri viventi, eliminare energie a bassa vibrazione, migliorare i rimedi floreali e neutralizzare campi nocivi.
Queste affermazioni storiche e le dichiarazioni relative a energia, guarigione, vibrazioni, campi nocivi e pulizia energetica sono riportate come indicate dalla fonte; non vengono qui confermate in modo indipendente e gli effetti energetici o terapeutici non sono scientificamente dimostrati.
La camera testimone può essere aperta per inserire piccoli materiali appartenuti a una persona o a un animale scomparso, come un capello, un pelo o un’unghia, nell’ambito della pratica divinatoria descritta dalla fonte. Non esistono prove scientifiche che un simile pendolo possa localizzare una persona o un animale scomparso e non deve sostituire adeguati metodi professionali o di emergenza per le ricerche.
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